L'ambiente e le sue caratteristiche

 (L'acqua di Linguaglossa)


                                        L’acqua di Linguaglossa

Le zone di vulcanismo rappresentano una caratteristica tipica in diverse regioni italiane e, in particolar modo, in Sicilia. Le acque derivanti da questo sistema sono molto superiori alle altre in termini qualitativi, risultando ricche di elementi (ferro, magnesio, potassio, silicio) che provengono direttamente dalle viscere della terra ma, al tempo stesso, sono di bassa salinità. I brevi tempi di permanenza nel bacino acquifero limitano, infatti, l’interazione acqua-roccia mantenendo bassa la salinità e diluendo gli eventuali apporti di acque reflue.

Le acque del corpo idrico Etna-est cioè sono classificabili come acque a basso contenuto in sodio.

Il loro valore qualitativo è ulteriormente accresciuto dalla mescolanza con strati gassosi ricchi di anidride carbonica e solfati.

La localizzazione geografica

Il versante orientale dell’Etna è costituito da quella parte del massiccio vulcanico che si estende dal cratere centrale alla costa ionica, ha una forma all’incirca triangolare i cui vertici sono rappresentati dalla sommità del vulcano ad Ovest e dai centri abitati di Catania a Sud e Linguaglossa a Nord.

L’elevata permeabilità della maggior parte dei prodotti eruttivi favorisce l’infiltrazione di un’alta percentuale di precipitazioni meteoriche che alimentano una falda di notevole capacità produttiva, contenuta in una profonda cavità, presente al margine degli espandimenti lavici, tra gli abitati di Linguaglossa e Piedimonte Etneo.

Le acque del bacino idrico orientale sono classificabili come bicarbonato-alcaline e bicarbonato-alcalino-terrose con una tendenza verso le clorurato-solfato-alcaline.

Un toccasana per calcolosi e ipertensione.

E’ risaputo che queste acque sono indicate per i disturbi connessi con il dismetabolismo dell’acido urico in quanto minimamente mineralizzate e a basso contenuto di sodio e con prevalenza bicarbonato-calcica. Il loro contributo positivoè tradizionalmente riconosciutonella la terapia idropinica ed è uno dei cardini per la prevenzione e la cura di questa patologia. La mobilizzazione dell’acido urico dai tessuti e la successiva eliminazione renale è favorita dall’emodiluizione che avviene proprio grazie alle proprietà di alcune acque.

A coloro che soffrono di calcoli renali viene quindi consigliata acqua oligominerale o minimamente mineralizzata per le sue ampiamente documentate proprietà di favorire la diuresi e aiutare i reni a svolgere la loro funzione. In presenza di calcoli può essere efficace il cosiddetto "colpo d'acqua", consistente nel bere un litro/un litro e mezzo di acqua rapidamente, in modo che l’effetto erapeutico diventi una sorta di "spinta" che facilita l'espulsione del calcolo stesso.

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato che le acque con basso contenuto di sodio (inferiore a 20 mg/l) possono assumere un ruolo importante nelle fasi iniziali dell’ipertensione e più in generale come prevenzione nei soggetti predisposti. Le persone che soffrono di ipertensione devono indirizzare la loro scelta su acque debolmente mineralizzate o lievemente alcaline, sempre a basso contenuto di sodio; inoltre viene consigliato loro di bere a digiuno per favorire la diuresi e di non ingerire eccessive quantità di acqua durante i pasti. Questo per evitare che le alterazioni di pressione derivanti dall’ingestione di alimenti vengano ad essere amplificate dall’aumento di volume gastrico provocato dall’ingestione di acqua.

Le fonti energetiche rinnovabili e la produzione di acqua calda

Per opportuna conoscenza dei gentili Ospiti si informa che il riscaldamento dei locali e dell’acqua calda sanitaria (ACS) avviene tramite energia solare e in mancanza totale di combustibili fossili. In caso di nuvolosità persistente, aria, acqua e terra rappresentano una fonte inesauribile di energia e vengono sfruttate in maniera efficace dalla  grande pompa di calore installata appositamente. Il loro sfruttamento provoca un impatto ambientale minimo, poiché non comporta il rilascio nell’atmosfera di CO2 o altri gas inquinanti: questo nel rispetto del territorio dell’Etna che è stato mantenuto allo stato naturale e privo di inquinamento, così come è stato riconosciuto dalla stessa UNESCO che ha voluto dichiararlo Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Il mantenimento dell’acqua calda sanitaria alla temperatura ottimale di 40°C richiede quindi la massima attenzione anche da parte degli utilizzatori che debbono, per quanto possibile, evitare gli sprechi (max 50 litri per una doccia, 10 litri per un lavabo e 8 litri per un bidet) tenendo altresì presente che la richiesta nei vari momenti della giornata presenta un periodo di punta che va dalle 2 alle 4 ore, comprese fra le 17 e le 21. Nell’eventualità di esaurimento della scorta contenuta nell’apposito recipiente di accumulo, sarà sufficiente attendere qualche ora e il ciclo ritornerà normale. In questo caso, ci scusiamo fin d’ora per il disagio e ci affidiamo alla comprensione della nostra Clientela.


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